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L'utilizzo di tinte all'anilina presenta numerosi svantaggi. A differenza dei filati sottoposti a colorazione con tinture vegetali, quelli colorati con tinte all'anilina non sono adatti al sole ed al lavaggio. La lana, inoltre, tende a diventare più rigida e secca, in quanto il grasso della lana scompare ed un risultato diretto di questo fatto è che la fibra di lana si rompe quando è sottoposta a un carico. Un modo semplice di verificare se in un tappeto sono stati utilizzate tinte all'anilina è di piegare il vello. Se l'intero vello è dello stesso colore, si tratta sicuramente di un filato colorato con tinte naturali. Qualora invece vi fosse una notevole differenza di colore e la parte superiore del vello risultasse notevolmente più chiara di quella inferiore, vi è il rischio che nella produzione siano stati impiegati colori all'anilina. Ciò nonostante, nei tappeti nuovi non si utilizzano mai tinte all'anilina e quelli sottoposti a quel tipo di colorazione ancora oggi sul mercato quasi sicuramente saranno già stinti, quindi il rischio di "cascarci" è minimo. L'anilina, C6H5NH2, chiamata anche fenilamina è, in condizioni pure, un fluido incolore che si ottiene dalla riduzione del nitrobenzene. Le aniline a loro volta sono tinte estratte dal catrame e composte da elementi organici sintetici. Questi sono estratti da anilina, toluidina o oli di anilina, che a loro volta sono estratti dl catrame.
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